Aree Interne Mezzogiorno/Cilento/evoluzione socio-demografica

Trasformazioni demografiche e nuova cultura dell’identita’ in Cilento di Andrea Barbieri

DIGA DELL'ALENTO Nebbia mattutina

Premessa

Il processo autonomista ha ridefinito le responsabilità delle Amministrazioni Locali aprendo prospettive assolutamente innovative per ciò che concerne i processi di sviluppo urbano e delle comunità.

La “stagione della pianificazione strategica” è riconducibile alla volontà dei governi locali di presidiare, con una focale “a campo lungo”, alcune fondamentali funzioni:

  • promuovere l’intesa su una visione al futuro del territorio e della collettività amministrati, selezionando pochi obiettivi significativi;
  • costruire sistemi di partnership con le amministrazioni limitrofe, provando a ragionare anche come nodi di sistemi policentrici;
  • favorire la circolazione e l’aggregazione delle energie e delle eccellenze per assicurare la proiezione esterna de territori, vera risorsa contro il rinserramento e la deriva autoreferenziale;
  • garantire un contesto favorevole allo sviluppo produttivo e alla crescita sociale, per incrementare le risorse disponibili;
  • amministrare i territori garantendo ed innalzando la qualità dei servizi e mantenendo le reti solidali, indispensabili per la tenuta della coesione nella comunità locale.

Nel caso dell’Area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni l’approccio strategico si coniuga anche con la consapevolezza che le rendite di posizione sono destinate a consumarsi in assenza di scenari per il futuro e di proposte innovative.

Questo intervento intende rappresentare uno stimolo per l’Area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni a dotarsi di un Piano Strategico.

Contiene infatti un tentativo di interpretare, attraverso l’analisi dei dati statistici disponibili presso le fonti ufficiali, le principali fenomenologie socio-economiche che interessano il territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

E spero possa costituire la base per l’attivazione di ulteriori “step diagnostici” basati sul coinvolgimento attivo di cittadini e attori sociali.

CILENTANA Zona Vallo - Masseria

 

I rischi connessi alla transizione demografica

Il processo di avvio di un progetto di piano strategico pone l’esigenza e l’opportunità di organizzare una lettura del contesto socio-territoriale capace di cogliere le fenomenologie in atto e di individuare sia le tendenze presenti nel corpo sociale, sia i fattori che possono favorire un rinnovamento di immagine esterna ed una crescita di competitività.

I dati dell’ultimo decennio relativi all’andamento demografico sul territorio segnalano un contesto nel quale i principali indicatori descrivono una realtà in via di senilizzazione con indici di vecchiaia in incremento.

Guardando all’Area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni del futuro, è evidente che l’aumento del numero degli anziani soli determinerà nuove esigenze in tema di welfare. Crescerà il numero delle famiglie mono-personali, si assisterà al venir meno delle reti familiari come elemento di sostegno nelle situazioni di disagio. Compiti di cura verranno affidati ai nuovi arrivati che diverranno un fattore di armonizzazione sociale indispensabile. E aumenterà la domanda di sicurezza e si configureranno modalità più variegate di offerta, dal confinamento spaziale alla iper-tecnologia.

La quota di popolazione “matura” protrarrà nel tempo la propria capacità di lavorare e produrre valore aumenterà progressivamente, per ragioni strutturali (crisi dei sistemi previdenziali) sia per le difficoltà legate all’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.

È però probabile che questo genere di problematiche troveranno nell’Area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni una declinazione del tutto particolare. Questa area, infatti, vive di scambi, di relazioni, di servizi. Avere una popolazione occupata di età media avanzata comporta problemi per ciò che concerne la capacità di intercettare una domanda che muta rapidamente.

ARTIGIANO Intrecciatore di ceste

Un’area anche turistica che sente l’esigenza di riorganizzare i tempi della vita collettiva intorno ad un modello di società che “permanentemente attiva” che può incontrare problemi in corrispondenza con la transizione demografica in atto.

Il problema non è solo quello di garantire nella piccola azienda (che sia legata alla ricettività o alla produzione di beni e/o servizi) una successione in grado di adeguare i servizi alla domanda che cambia. E’ anche quello, di più difficile soluzione, di promuovere, mantenere e richiamare nel territorio giovani con capacità progettuali e attitudine all’investimento, in primo luogo nelle proprie capacità professionali. In questo senso, garantire la presenza di adeguate strutture dell’istruzione è sicuramente un fatto positivo, ma di per sé non è sufficiente.

La transizione demografica è una realtà inevitabile e per fronteggiarla l’area cilentana non ha che due strade: da un lato un costante fine tuning dell’esistente, corrispondente ad uno sforzo delle élite locali nel garantire un incontro tra l’offerta e la domanda di servizi per la popolazione. Dall’altro un significativo impegno di apertura verso capacità e risorse progettuali esterne. Apertura non solo verso i nuovi mercati e le nuove domande, rispetto alle quali il territorio cilentano si mostra tiepidamente in sintonia, ma anche verso nuove alleanze e nuovi soggetti esterni. Il primo passo non può che essere fatto verso le regioni e le province limitrofe, quell’area montano-collinare che racchiude valori ambientali e paesaggistici ancora non sufficientemente valorizzati. Un passo ulteriore va fatto nella direzione dell’intero territorio regionale. La questione della leadership nei rapporti con un’area che presenta grandi potenzialità sotto numerosi punti di vista, infatti, è ancora tutta da giocare. Anche su questi temi la costruzione del Piano strategico dell’Area del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni dovrebbe fornire importanti indicazioni.

LAUREANA CILENTO Antico Frantoio

La transizione demografica sta comportando una modificazione nella composizione sociale del territorio, e va conosciuta e valutata nelle sue determinanti e nei suoi possibili effetti. Si potrà così evitare il rischio di trovarsi al cospetto di una realtà mutata senza aver affinato categorie e strumenti di analisi.

D’altra parte pensare un piano strategico richiede che ci si ponga questo obiettivo: riflettere sul mutamento fissando qualche punto fermo e adottando una “focale lunga”, indispensabile per non lasciarsi fuorviare da quel “divenire della quotidianità” che, inevitabilmente, può produrre assuefazione anche nei più attenti osservatori della realtà locale.

AGROPOLI Bazar di Catello Nastro

Contraddizioni del mercato del lavoro locale

Sotto il profilo della produzione del reddito e dell’occupazione la realtà del territorio cilentano rappresenta un’anomalia nel contesto della Regione Campania. La polverizzazione di soggetti imprenditoriali e la spiccata prevalenza delle attività di servizio, infatti, non hanno pari nella regione.

Ciononostante si può ritenere che le vocazioni economiche presenti nel territorio non interrompano la linea di continuità della direttrice campana dello sviluppo centrata sul turismo e sulla piccola impresa manifatturiera. Ne costituisce invece uno dei tasselli con buona propensione sia alla crescita per proliferazione che all’export in paesi europei ed extraeuropei. In altre parole, il territorio cilentano non esprime solo quel singolare “distretto del piacere” che raccoglie una straordinaria micro-concentrazione di attività ricettive, ludico-ricreative e culturali, ma si colloca nella tradizione dei distretti micro-manifatturieri della Regione Campania.

Per ciò che concerne i livelli occupazionali, il territorio cilentanio, pur riducendo il gap con altre aree della Campania, non ha ancora completamente annullato un ritardo che corrisponde ad un retaggio storico. I dati sulla disoccupazione presentano dei chiaroscuri. Le statistiche ufficiali non consentono di far luce in profondità sulle caratteristiche del mercato del lavoro locale che, anche per la vocazione terziaria del territorio, assume connotati del tutto sui generis rispetto ad altre realtà locali.

AGROPOLI Pescheria

Due fenomeni, in particolare, andrebbero messi sotto osservazione con indagini specifiche:

  • il lavoro atipico, nelle sue diverse espressioni contrattuali, particolarmente utilizzato in tutta l’Area e che mostra una particolare incidenza nelle attività di servizio;
  • il lavoro nero e irregolare, connesso anche alla presenza di lavoratori extracomunitari, ma diffuso anche nei settori a prevalente imprenditorialità familiare.

In sintesi, nella prospettiva futura, il principale obiettivo da porsi con riferimento all’andamento dell’occupazione è da ricercare nel mantenimento della attuale dinamicità da connettere però ad un contenimento della precarietà e delle sacche di irregolarità che oggi contraddistinguono il mercato del lavoro locale.

CAPACCIO Antico Tabacchificio

 

La ricerca di un paradigma identitario

Nel tempo il territorio cilentano è riuscito – grazie all’azione della sua classe dirigente e dei suoi amministratori, alla capacità degli operatori, alla “personalità di base” dei suoi abitanti – a vivere anche di turismo senza che ciò ne scompaginasse l’identità locale.

Un’identità che affonda nel territorio di vita – in primo luogo quel territorio montano-collinare che è rimasto separato da quanto avviene nel contesto della grande città – dalla riappropriazione periodica dei propri ritmi vitali fuori dalla “stagione”, da un certo tipo di organizzazione del lavoro, finanche dal presidio della cucina locale come contraltare della cucina per i turisti.

Vivere anche di turismo senza farsi “mordere l’anima” dal turismo: un’impresa che, altrove, ha visto soccombenti importanti città d’arte e molte rinomate realtà paesaggistiche e/o balneari.

Il Cilento non si è “offerto in pasto” ai turisti, ma li ha sempre guidati verso ciò che si sentiva in grado di costruire e di offrire, che fosse la montagna, i grandi centri commerciali o le discoteche. Tuttavia, nello scenario che sembra dischiudersi, contraddistinto dalla scelta di assecondare un’evoluzione della dialettica “noi-altri” allargandola a presenze diverse rispetto a quelle inquadrabili nei target turistici, l’area cilentana è chiamata a rimettersi in gioco con regole diverse rispetto a quelle che ne hanno accompagnato lo sviluppo negli ultimi decenni.

LAUREANA CILENTO Palazzo Feudale Del Mercato - Roseto

La partita che il Cilento si appresta a giocare sul fronte identitario è evidente: mentre nell’inconscio collettivo tutto continua a ruotare intorno all’esistente e alla capacità di controllarlo, la nuova dialettica fa nascere qualche preoccupazione rispetto ai temi del “chi siamo”, del “dove vogliamo andare” e, soprattutto, “con quali margini di sicurezza”. Più in dettaglio:

  • la struttura montano-collinare è importante, apre le piccole città, destagionalizza i flussi, ma diventa più evidente che una crescita ulteriore passa per alleanze strategiche volte a creare sinergie di impresa, ad essere presenti all’estero, ad innovare l’offerta;
  • gli investimenti pubblici nelle attività economiche possono divenire un volano di sviluppo ma occorre predisporre un modello gestionale efficiente ed efficace per far crescere nel tempo i numeri che fanno massa critica;
  • un esito positivo degli sforzi per la promozione dei contesti territoriali nella loro dimensioni storico-culturale, unitamente ad interventi di ri-tessitura dei territori richiederà un rinnovato governo della permeabilità tra il “territorio dei cilentani” e il “territorio dei turisti”;
  • le infrastrutture di collegamento rimangono un nodo critico. Una crescita del rango della rete stradale, nuovi collegamenti auto-ferroviari, una crescita integrata delle medio-piccole strutture ricettive modificheranno l’accessibilità e l’uso del territorio da parte dei cittadini e dei visitatori;
  • l’area cilentana “porta delle aree interne della regione” può essere molto più di uno slogan, occorre attrezzarsi per trarre profitto anche dai flussi di attraversamento, merci dirette verso le altre regioni e persone verso l’area montano-collinare dei borghi del “buon vivere” e dei valori eno-gastronomici;
  • i distretti produttivi dell’area cilentana, distretti di fatto sia pure non di diritto, possono crescere ma solo in una logica di comprensorio socio-professionale aperto e dialogante. Nel territorio ci sono eccellenze, medie aziende, piccoli artigiani. Occorre ripensare l’uso dello spazio da destinare a queste attività;
  • la composizione sociale del territorio sta cambiando. Alla deriva senilizzante si deve opporre la dinamica di nuovi ingressi. Le istituzioni locali devono presidiare il fronte delle politiche di integrazione;
  • i nuovi centri commerciali si uniscono ai parchi a tema creando significative polarità e nuovi nuclei di gravitazione. L’impatto sul piccolo commercio di dettaglio non può essere sottostimato;
  • i valori immobiliari potrebbero registrare una crescita. Una collettività che “patrimonializza” può rappresentare un elemento positivo, ma occorre evitare che l’economia della rendita prenda il sopravvento sull’economia del reddito.

CILENTANA Zona Vallo - Casa Abbandonata

Verso una destagionalizzazione consapevole e guidata

Nel caso dell’Area cilentana, pur non potendo parlare di “monocultura economica”, è evidente che la vocazione del territorio va cercata nella capacità di accogliere. Una capacità ed una volontà che devono coinvolgere operatori e cittadini, amministratori e imprese, e che negli anni più recenti hanno già guidato il presidio di nuovi segmenti di offerta e moltiplicato i target di riferimento.

Se ciò ha “irrobustito” le opportunità di crescita economica e la partecipazione al lavoro, è opportuno chiedersi quale sia stato l’impatto sulla società cilentana, storicamente abituata ad una spiccata dimensione “stagionale” lenta dei propri ritmi di vita e di lavoro. Questo territorio è stata ed è ancora “area bifronte”, affollata nei mesi caldi, tranquilla e intimamente vivibile nei mesi freddi. Il tentativo di diventare “permanentemente attiva” potrebbe produrre, senza adeguata consapevolezza e contromisure, qualche fenomeno di logoramento. Occorre sviluppare un ragionamento pacato sulle modalità con cui la progressiva perdita della spiccata dimensione stagionale viene “metabolizzata” dal corpo sociale in genere e dalle diverse categorie di soggetti operanti nell’Area. E sviluppare l’opportunità per mettere a punto un “dispositivo di compensazione” della stagionalità perduta che può essere individuato nella crescita dei fattori legati alla qualità della vita ed alla possibilità di partecipare ai processi di crescita e sviluppo sociale garantiti da un nuovo ciclo economico.

LAUREANA CILENTO Falegnameria Barretta

Proprio sulla partecipazione a questo nuovo si gioca la partita dell’integrazione con una società civile che può provare una sorta di spaesamento. In questo un aiuto viene dalla progressiva crescita registrata nell’offerta di wellness, di benessere psico-fisico come pratica e come obiettivo, che offre chance interessanti per includere e garantire possibilità di partecipazione per quella quota di popolazione che si è sentita estranea alla caratterizzazione del territorio quale area di sottosviluppo sociale ed economico.

MANUELE MORGESE in IL CASO DORIAN GRAY Teatro Parmenide - Ascea,

L’Area del Parco come “area portale”: le opportunità connesse al presidio di una rinnovata relazionalità

Uno dei principali apporti dell’approccio strategico consiste nel perseguire un disegno di sviluppo che sappia guardare anche alla scala sovra-locale. Se il territorio cilentano vuole evitare il rischio dell’autoreferenzialità, è necessario che le strategie locali vengano inserite in quadri di coerenza a scala di area vasta e regionale.

A partire dalla consapevolezza della forza delle proprie risorse, facendo leva sull’incremento delle infrastrutture, su un programma, di sviluppo qualitativo, un Piano Strategico per questo territorio dovrebbe individuare un percorso che porti l’offerta del territorio a fare un ulteriore salto in avanti individuando nuove mete per la crescita e sintonizzandosi su alcune grandi sfide per i prossimi anni tra cui:

  • il rafforzamento di un ruolo di eccellenza, rafforzando i servizi rivolti all’accoglienza, al tempo libero, alle esperienze culturali, alla socializzazione, alle relazionalità, alla comunicazione, alla formazione avanzata nel campo del turismo, alla qualità dei servizi alla persona;
  • il presidio della contemporaneità, da giocare attraverso la promozione e/o l’ospitalità di eventi “di frontiera” nel campo dello sport, della musica, delle arti visive, dell’architettura, delle nuove tecnologie, ecc.;
  • la sostenibilità e la qualità ambientale dello spazio urbano e del modello turistico, a partire dagli elementi di una nuova forma di connessione tra le aree interne e il territorio regionale;
  • la promozione della fruizione “dolce” e lenta delle risorse dell’area vasta, fatta di percorsi attraverso il patrimonio storico e la cultura locale.

PAESTUM Masseria D'Alessio

In quest’ottica un Piano Strategico può diventare l’occasione per promuovere una visione del Cilento come “area portale”, rafforzando la funzione di luogo di accoglienza e di orientamento non solo dell’offerta turistica, ma diventando anche punto di partenza per la scoperta e la valorizzazione di un entroterra, ricco di storia, di tradizioni, di antichi borghi, di castelli, di pievi e monasteri, che si snoda lungo il corso di fiumi e torrenti fino a diventare collina e montagna. Non si tratta evidentemente della mera diversificazione dell’offerta turistica rispetto alla sola eno-gastronomia, è certamente importante promuovere un pacchetto integrato “cibo, salute e cultura”, a partire dalla valorizzazione delle risorse storico-artistiche e dell’offerta museale. Si tratta di sviluppare, a partire anche dalla naturale collocazione territoriale, una relazionalità capace di sfruttare la complementarietà tra due anime diverse:

  • da un lato quella della dinamicità imprenditoriale e dell’attrattività dell’Area, con il suo sistema di piccola ricettività alberghiero-agrituristico e per il tempo libero, il suo sistema ambientale con i suoi parchi naturali;
  • dall’altro quella del potenziale connesso al modello di sviluppo “borghigiano” delle aree più interne come le colline e le montagne ad elevata attrattività che oggi possono giocare la carta della qualità integrata del “buon vivere”.

In prospettiva, il tema della qualità e della sostenibilità può essere l’elemento unificante di un’offerta diversificata che metta insieme la dimensione ludica, quella naturalistica, quella culturale.

Il ruolo di “area portale” potrà dispiegarsi anche in ottica extralocale. La possibilità di costruire alleanze strategiche con territori limitrofi di differente vocazione andranno verificate puntualmente. Il riferimento va alle potenzialità di una nuova dimensione relazionale con gli altri centri della Campania, così come con i territori più prossimi della Puglia, delle Basilicata, della Calabria e dell’Abruzzo.

Reti da Pesca

 

Andrea Barbieri, UOS di Penta di Fisciano, dirigente di Ricerca Istituto di Ricerca sulla Popolazione e le Politiche Sociali (IRPPS), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)

Fotografie di Raniero Tedesco.

Il presente articolo ‘e stato pubblicato nel n. 1 de Il Paradosso.

Appendice Statistica

Barbieri tabella 1 dati economici Parco

Barbieri tabella 2 dati economici Parco

Barbieri tav3 dati economici Parco

unita locali per comune_Pagina_1

unita locali per comune_Pagina_2

aziende per comune_Pagina_1

aziende per comune_Pagina_2

addetti per comune_Pagina_1

addetti per comune_Pagina_2

Barbieri tav 4 dati economici Parco

Barbieri tav 5 dati economici Parco

totale parco

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...