Senza categoria

Il paradigma della green economy e il Cilento (1)

DSCN5875

La comunità cilentana in relazione ai mutamenti indotti dalla crisi economica e sociale è chiamata a ridefinire il proprio modello di sviluppo in termini di innovazione e di cooperazione insistendo sulla valorizzazione delle risorse locali e sul rafforzamento dei settori e delle filiere produttive territoriali ed identitarie (agroalimentare, turismo, economia della cultura….).
L’espressione green economy è stata introdotta nel linguaggio corrente il 4 novembre 2008 da Barack Obama nel suo primo discorso dopo l’elezione alla presidenza degli Stati Uniti. Da quel momento, l’economia a basso contenuto di carbonio è divenuto un nuovo paradigma non solo in riferimento a specifici settori (come le energie rinnovabili) e su specifici set di occupazione collegati a settori o prodotti centrati sull’economia ecosostenibile, ma ha cominciato ad avere un effetto pervasivo su tutta la produzione di beni e di servizi e sulla vita delle persone. Un impatto a largo spettro che interessa tutti i lavori e tutti i settori.
Va detto che intorno al tema dei “settori” che compongono la green economy in senso stretto, vi è stato – e in parte continua ad esserci – proprio per il carattere di novità e di trasversalità, un dibattito aperto in cui non mancano evidenti contraddizioni. Il tentativo più completo di sistematizzazione e di definizione della green economy introduce una distinzione tra imprese orientate ad un mercato che richiede beni e servizi ambientali e imprese orientate a produrre a minor impatto ambientale. Per questa via le imprese vengono distinte in:
• green production oriented, imprese che approcciano il tema della sostenibilità ambientale, intervenendo prevalentemente sul proprio processo produttivo: “sono verde perché produco riducendo i miei impatti sul territorio”;
• green business oriented, in riferimento a tecnologie, prodotti e servizi ambientali realizzati: “sono verde perché l’ambiente è il mio business”.
E’ evidente che assumendo questa definizione, il green business non è detto che produca benefici ambientali, perché non è detto che un’azienda che, ad esempio, opera lungo la filiera delle produzioni tipiche agro-alimentari, adotti tecniche a basso impatto ambientale per la produzione, la manifattura e la logistica dei propri prodotti. Così come non è detto, guardando alla green economy in senso ampio, che i valori che la animano si traducano in coerenti formule imprenditoriali e modelli di business.

Ma, la green economy è qualcosa di più (e di meglio) di un semplice insieme di imprese, settori, filiere e professionalità. La green economy, così come è stato per la net economy, introduce nuovi concetti, nuovi schemi cognitivi, valori, comportamenti e stili di vita “altri”. E’ il caso, ad esempio, di tutto ciò che ruota intorno al concetto di beni comuni o a quelli espressi nell’ambito dell’architettura, del design e dell’abitare. Così come nel green, sempre come esempio, possiamo includere le nuove tecniche di comunicazione “virale” fondate sull’economia delle esperienze o la “tribalizzazione” dei comportamenti di vacanza, le coltivazioni “fuori suolo”, lo sviluppo delle energie rinnovabili nei contesti locali attraverso progetti di partenariato e azionariato diffuso, le tante esperienze prodotte dai gruppi di acquisto solidali (GAS), e così via.
La green economy, dalle molteplici declinazioni e interpretazioni, può potenzialmente rappresentare un volano di cambiamento e di nuove opportunità per la generazione di valore a livello territoriale: dall’efficienza energetica alle energie rinnovabili, dalla mobilità sostenibile alla gestione dei rifiuti secondo una strategia zero waste (rifiuti zero), dall’agricoltura qualitativa alla gestione delle acque, dalla sicurezza e manutenzione del territorio alla valorizzazione del patrimonio storico-paesaggistico, dalla bio-edilizia a prodotti alimentari di ”filiera corta”, a reti sociali green, a stili di vita in generale più sostenibili.
Inoltre, l’economia verde, soprattutto quella collegata alla filiera delle nuove fonti energetiche rinnovabili e alla nuova agricoltura, ha una fortissima componente di innovazione tecnico-tecnologica, così come presenta una forte componente di conoscenza che implica un sistema di apprendimento continuo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...